giovedì 15 novembre 2018

Strana richiesta

Egregi Amministratori…
siamo alcuni nuclei familiari che ormai da anni abitiamo nel vico II Tevere di questo Comune, Sardara.
Non c’è la certezza che sia Vico II Tevere, considerando che non è esistente una targhetta che denomina la via, mettendo in difficoltà gli operatori per il recapito della corrispondenza e i vari corrieri, visto anche che il motore di ricerca Google non rileva tale vico, ma comunque, così ci dicono e nei documenti così è riportato, inoltre, essendo un vico senza sbocco, sono tanti gli utenti della strada che, giungono al culmine della stessa e si vedono costretti a fare manovra (quelli che possono in base al mezzo) per tornare indietro, questo accade perché non è esistente un cartello avvisante che la strada è chiusa.
Probabilmente abbiamo iniziato con un tono di confronto ironico, ma questi sono episodi ai quali giornalmente, da un po’ di tempo (circa 20 anni) andiamo a scontrarci, sono solo piccoli aneddoti che potrebbero essere valutati di scarso rilievo, confrontandoli con altri che di seguito andremmo ad elencare.
  • Tutti noi che ci affacciamo nel vico in argomento, nel momento in cui abbiamo chiesto il rilascio della “Concessione edilizia”, documento indispensabile per poter iniziare i lavori dell’agoniata casa, ci venne chiesto il versamento di una considerevole cifra denominata “Oneri di Urbanizzazione” ebbene: questi oneri, o corrispettivo a carico di chi chiede la concessione, sono titolo di compartecipazione all’urbanizzazione e in proporzione all’insieme dei benefici (benefici se ne sono visti pochi, circa 9 anni fa, è stato fatto l'allaccio dell'acqua e bitumato il tratto di strada in questione) che la costruzione ne trae. Questo accadeva sino al 01 gennaio del 2018, la Legge 11 dicembre 2016, n. 232 recita che a partire da tale data, gli oneri di urbanizzazione dovranno essere devoluti esclusivamente e senza vincoli temporali all’urbanizzazione e alla manutenzione del territorio. Forse è ancora presto per poter vedere qualche opera, ma siamo fiduciosi, si potrebbe iniziare con l'illuminazione e la bitumizzazione del proseguo della strada di cui al punto successivo.
  • Il tratto di strada che collega il vico II Tevere con la via Temo, (probabilmente il proseguo di via Adda) è oggetto di un numerosissimo transito di veicoli, possiamo elencare i disagi che crea detto tratto di strada:
  1. d’inverno, le piogge che si riversano creano solchi nei quali le autovetture, ciclomotori e vari altri mezzi utenti della strada, trovano difficoltà nel transitarvi, oltre ai danni che vengono causati agli stessi mezzi (immancabilmente però, tutti gli anni Codesta amministrazione e ne siamo lieti, ripristina detti solchi)
  2. d’estate sempre dovuto al transito elevato dei mezzi, la polvere fa da padrona nella zona.
  • Il tratto di strada menzionato, è costeggiata da terreni nei quali sussistono due attività di deposito, una di materiale per la pavimentazione mentre l’altra, principalmente era una rivendita di prodotti per l’edilizia, poi trasformatosi in deposito di materiale sempre edile, allo stato attuale ha le sembianze di un cantiere, dove vi depositano vario materiale. Al lato opposto, sempre in questo tratto di strada, in un considerevole appezzamento fondiario, è sempre esistente un altro deposito di vario materiale, dove vi transitano varie persone principalmente dipendenti di Codesto Comune, nel quale depositano, prelevano e spostano materiali di varia natura, quasi esclusivamente per uso urbanistico. Questi appezzamenti, certamente utili per chi gli utilizza nelle loro attività professionali, non vogliamo che vengano soppresse ma considerando che:
  1. esistono vari nuclei familiari;
  2. la zona dovrebbe essere urbanizzata;
  3. il processo di sviluppo dovrebbe assumere caratteristiche di località abitata;
  4. nel territorio di Sardara esiste una zona Industriale.
Sarebbe provvedimento gradito lo spostamento di dette attività in una zona maggiormente idonea allo svolgimento delle proprie operosità, in modo tale che le possano svolgere con maggiore libertà e non arrecare disturbo agli abitanti.
  • Alcuni utenti che abitano nella zona alta della strada in questione, i quali si affacciano anche alla via Oristano, tempo fa chiesero di poter disporre di un accesso appunto al vico II Tevere, Codesta amministrazione, rispose che non vi erano le risorse economiche, e che non vi erano le condizioni di sicurezza per collocare degli ingressi su quei terreni, medesimi utenti segnalano inoltre che quando si verificano precipitazioni, il canale che sussiste tra la via Roma e la via Sicilia e si riversa nel Vico II Tevere, esonda e in alcune occasioni allaga le abitazioni di quella zona.
  • Ricollegandoci al primo punto, (e con questo chiudiamo, perché non vorremmo diventare ampollosi) l’urbanizzazione della zona non ha mai avuto una vera qualificazione del termine, infatti:
  1. l’illuminazione pubblica non c’è!
  2. marciapiedi non ci sono!
...non vogliamo che si creino spazi di verde attrezzato, zone di parcheggio, spazi e viali destinati al traffico interno, le quali sarebbero parte di un’urbanizzazione primaria, ma desideriamo che questa zona venga rivalutata, che abbia la giusta e dovuta considerazione da parte dell’Istituzione che rappresentate.
Si capisce che l'intervento nell'area abbia bisogno di un sostanziale intervento, ma per iniziare, ribadiamo che si potrebbe dare una pulizia, illuminare e magari asfaltare il proseguo di via Adda. Se poi vi sono le condizioni per prendere in considerazione e sottoporre ad un nuovo esame il piano regolatore dell'area interessata, siamo maggiormente grati. Per meglio interagire sulle condizioni della zona, su quanto necessita per renderla più vivibile, saremo onorati che si pronosticasse un incontro con Codesti Amministratori, o comunque con l'assessorato preposto.
Si ringrazia per l’attenzione prestataci, con la certezza di un solerte e celere riscontro a queste due righe, volte a rappresentare le condizioni in essere nel vico II Tevere, gli abitanti e firmatari della presente:



Sardara 11 ottobre 2018

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