martedì 28 febbraio 2023

Il mio Sanremo 2023

Siamo solo noi Due a vivere queste Due vite, in attesa dell'Alba, consapevoli che viviamo in un Mare di guai come due Cause perse, ma nonostante ciò sarà sicuramente un Bel Viaggio come solo due Super Eroi sanno fare in soli Duemila minuti.

Vorresti avere un Mostro con te, ma giunge tra noi un Terzo Cuore e sai bene che Non mi va di condividere un Addio Quando ti manca il fiato, quando tu Sali come in una nuvola di Polvere vorresti sentire pronunciare Parole mai dette, e mi sento un po' Stupido ma Vivo solo, con Furore in un letto di Cenere ballando un Tango Mady in Italy.

Adesso Lasciami, tra Il Bene nel male voglio vivere momenti da Egoista mentre leggo una Lettera 22, Se poi domani, se ci sarà un domani, potremmo schizzare insieme in uno Splasch.

giovedì 21 marzo 2019

Pedalando




Non so da dove prendere il pedale, anche se non penso ci sia un metodo preciso o bisogno di saperlo fare sin da piccoli, è solo la determinazione, la voglia, il piacere di farlo che ti porta a decidere che lo sport che vuoi praticare è il ciclismo, si certo a livello amatoriale,  con quella giusta dose di consapevolezza che non sarai mai un campione, o colui che scalerà i 25 Km e i 48 tornanti dello Stelvio (anche se mi piacerebbe provarlo).
Per il momento resto in Sardegna e anche quest'anno  provo a fare l'Endurance della MayLand, una manifestazione in MTB, giunta alla sua 5^ edizione,  per me questa è la seconda partecipazione, l'anno scorso partecipai alla distanza di 120 km. sofferti ma bellissima esperienza, in buona compagnia di persone e luoghi, ecco perché voglio ripetermi allungando a 250 km, sempre in compagnia di Davide e...bho!?
Non sò cosa mi attende, come andrà, a quali avversità dovrò andare incontro: certamente la fatica, la meccanica della bici, percorsi impervi,  le condizioni meteo, seguire la traccia GPS...insomma sono vari i motivi per cui potrei anche dire...mi chi me lo fa fare?! Non lo so! è un obiettivo che ormai mi sono prefissato, vivere ancora l'esperienza dell'ignoto, dell'avventura e di chissà cos'altro.
Per il momento mi preparo atleticamente, allenamenti su allenamenti, i quali non fanno male anzi, mi stanno aiutando a buttar giù qualche chilo di troppo, ma non solo quelli, cerco di trovare dei limiti anche sull'alimentazione e concentrarmi sull'obiettivo, giungere a Pompu dopo aver percorso 250 km e 5000 m di dislivello. Anche questa sarà sicuramente una bell'esperienza, in buona compagnia di Davide, anche se abbiamo condiviso ancora pochi allenamenti, ma stiamo ambedue preparando l'evento...che ce la mandi buona!

martedì 5 febbraio 2019

Uniti, ma non troppo.

Avrebbero voluto sentirsi un'unica persona, farsi coinvolgere dentro i loro sentimenti, poter vivere quei momenti di intenso ardore, senza che niente e nessuno potesse dar loro ripensamenti, angustie, sentirsi liberi di poter dar sfogo a quelle sensazioni, potersi trovare nei luoghi in cui avrebbero potuto sentire il contatto dei loro corpi, lasciarsi andare agli stimoli creati dalla loro attrazione, le voglie i desideri soppressi in tante circostanze, nelle quali avrebbero voluto ma non potuto, vincolati  nei loro momenti tralasciando quel mondo colmo di ciò che gli impegnava, che gli tratteneva ma che volevano farlo esplodere, ferendo chi non meritava la loro clandestinità.
Nonostante l'occulto, la segretezza dei loro sentimenti non perdono occasione per sentirsi e incontrarsi, in prevalenza virtualmente nelle varie chat, dove le loro conversazioni hanno varie argomentazioni di qualsiasi genere, politico, sportivo, anche famigliari, in alcune circostanze intraprendendo le problematiche che coinvolgono i piccoli episodi domestici, quelli che vedono protagonisti i figli e le loro difficoltà.  Ma quella che ha predominanza, che lascia spazio alle loro passioni, ai loro desideri, quella che riusciva a fargli perdere qualsiasi controllo, che li mandava in estasi (e non era mistica), aveva un ben preciso obiettivo, venivano rapiti da tutto ciò che li circondava, non aveva nessuna rilevanza e perdevano qualsiasi pizzico di dignità, affondavano i loro pensieri su ciò che diventava arduo con quel metodo, ma nonostante ciò, giungevano ad una concentrazione tale, che vivevano quei momenti come se fossero a contatto corporeo, sensazioni che solo loro riuscivano a sostenere, senza doverle condividere con niente e nessuno, non capivano cosa cercavano, ma sapevano bene dove volevano arrivare. 

giovedì 15 novembre 2018

Strana richiesta

Egregi Amministratori…
siamo alcuni nuclei familiari che ormai da anni abitiamo nel vico II Tevere di questo Comune, Sardara.
Non c’è la certezza che sia Vico II Tevere, considerando che non è esistente una targhetta che denomina la via, mettendo in difficoltà gli operatori per il recapito della corrispondenza e i vari corrieri, visto anche che il motore di ricerca Google non rileva tale vico, ma comunque, così ci dicono e nei documenti così è riportato, inoltre, essendo un vico senza sbocco, sono tanti gli utenti della strada che, giungono al culmine della stessa e si vedono costretti a fare manovra (quelli che possono in base al mezzo) per tornare indietro, questo accade perché non è esistente un cartello avvisante che la strada è chiusa.
Probabilmente abbiamo iniziato con un tono di confronto ironico, ma questi sono episodi ai quali giornalmente, da un po’ di tempo (circa 20 anni) andiamo a scontrarci, sono solo piccoli aneddoti che potrebbero essere valutati di scarso rilievo, confrontandoli con altri che di seguito andremmo ad elencare.
  • Tutti noi che ci affacciamo nel vico in argomento, nel momento in cui abbiamo chiesto il rilascio della “Concessione edilizia”, documento indispensabile per poter iniziare i lavori dell’agoniata casa, ci venne chiesto il versamento di una considerevole cifra denominata “Oneri di Urbanizzazione” ebbene: questi oneri, o corrispettivo a carico di chi chiede la concessione, sono titolo di compartecipazione all’urbanizzazione e in proporzione all’insieme dei benefici (benefici se ne sono visti pochi, circa 9 anni fa, è stato fatto l'allaccio dell'acqua e bitumato il tratto di strada in questione) che la costruzione ne trae. Questo accadeva sino al 01 gennaio del 2018, la Legge 11 dicembre 2016, n. 232 recita che a partire da tale data, gli oneri di urbanizzazione dovranno essere devoluti esclusivamente e senza vincoli temporali all’urbanizzazione e alla manutenzione del territorio. Forse è ancora presto per poter vedere qualche opera, ma siamo fiduciosi, si potrebbe iniziare con l'illuminazione e la bitumizzazione del proseguo della strada di cui al punto successivo.
  • Il tratto di strada che collega il vico II Tevere con la via Temo, (probabilmente il proseguo di via Adda) è oggetto di un numerosissimo transito di veicoli, possiamo elencare i disagi che crea detto tratto di strada:
  1. d’inverno, le piogge che si riversano creano solchi nei quali le autovetture, ciclomotori e vari altri mezzi utenti della strada, trovano difficoltà nel transitarvi, oltre ai danni che vengono causati agli stessi mezzi (immancabilmente però, tutti gli anni Codesta amministrazione e ne siamo lieti, ripristina detti solchi)
  2. d’estate sempre dovuto al transito elevato dei mezzi, la polvere fa da padrona nella zona.
  • Il tratto di strada menzionato, è costeggiata da terreni nei quali sussistono due attività di deposito, una di materiale per la pavimentazione mentre l’altra, principalmente era una rivendita di prodotti per l’edilizia, poi trasformatosi in deposito di materiale sempre edile, allo stato attuale ha le sembianze di un cantiere, dove vi depositano vario materiale. Al lato opposto, sempre in questo tratto di strada, in un considerevole appezzamento fondiario, è sempre esistente un altro deposito di vario materiale, dove vi transitano varie persone principalmente dipendenti di Codesto Comune, nel quale depositano, prelevano e spostano materiali di varia natura, quasi esclusivamente per uso urbanistico. Questi appezzamenti, certamente utili per chi gli utilizza nelle loro attività professionali, non vogliamo che vengano soppresse ma considerando che:
  1. esistono vari nuclei familiari;
  2. la zona dovrebbe essere urbanizzata;
  3. il processo di sviluppo dovrebbe assumere caratteristiche di località abitata;
  4. nel territorio di Sardara esiste una zona Industriale.
Sarebbe provvedimento gradito lo spostamento di dette attività in una zona maggiormente idonea allo svolgimento delle proprie operosità, in modo tale che le possano svolgere con maggiore libertà e non arrecare disturbo agli abitanti.
  • Alcuni utenti che abitano nella zona alta della strada in questione, i quali si affacciano anche alla via Oristano, tempo fa chiesero di poter disporre di un accesso appunto al vico II Tevere, Codesta amministrazione, rispose che non vi erano le risorse economiche, e che non vi erano le condizioni di sicurezza per collocare degli ingressi su quei terreni, medesimi utenti segnalano inoltre che quando si verificano precipitazioni, il canale che sussiste tra la via Roma e la via Sicilia e si riversa nel Vico II Tevere, esonda e in alcune occasioni allaga le abitazioni di quella zona.
  • Ricollegandoci al primo punto, (e con questo chiudiamo, perché non vorremmo diventare ampollosi) l’urbanizzazione della zona non ha mai avuto una vera qualificazione del termine, infatti:
  1. l’illuminazione pubblica non c’è!
  2. marciapiedi non ci sono!
...non vogliamo che si creino spazi di verde attrezzato, zone di parcheggio, spazi e viali destinati al traffico interno, le quali sarebbero parte di un’urbanizzazione primaria, ma desideriamo che questa zona venga rivalutata, che abbia la giusta e dovuta considerazione da parte dell’Istituzione che rappresentate.
Si capisce che l'intervento nell'area abbia bisogno di un sostanziale intervento, ma per iniziare, ribadiamo che si potrebbe dare una pulizia, illuminare e magari asfaltare il proseguo di via Adda. Se poi vi sono le condizioni per prendere in considerazione e sottoporre ad un nuovo esame il piano regolatore dell'area interessata, siamo maggiormente grati. Per meglio interagire sulle condizioni della zona, su quanto necessita per renderla più vivibile, saremo onorati che si pronosticasse un incontro con Codesti Amministratori, o comunque con l'assessorato preposto.
Si ringrazia per l’attenzione prestataci, con la certezza di un solerte e celere riscontro a queste due righe, volte a rappresentare le condizioni in essere nel vico II Tevere, gli abitanti e firmatari della presente:



Sardara 11 ottobre 2018

martedì 19 aprile 2016

Diffetto!

...vorrei tanto non raccontare uno dei miei tanti difetti, ma considerato che Pier ce ne ha chiesto uno...bhe! ne sviscero solo uno, ma magari, man mano che vado avanti in questo scritto, si scopriranno anche gli altri, ecco vedete, come potete notare uno si è già scoperto, sono emozionato, vivo certe situazioni in cui non riesco a mascherare la mia emotività, dalla quale sgorga anche la timidezza...non si direbbe!? Guardate bene! Vedete... sono rosso! E mi trema la parlata...no insettu a fuettu!
Ci sono contesti in cui vorrei esprimermi liberamente, la mia opinione, parlare chiaro e avere un sereno rapporto, anche confidenziale con l’interlocutore, invece!? No! Ho questo magone che mi blocca, le farfalle sulla bocca dello stomaco svolazzano, e quel poco che riesco ad esternare, lo faccio anche male! Maledetta emotività!
Addirittura mi capita ancora di starnutire, non riesco proprio a trattenerlo, si è vero! Non sempre sono raffreddato, ma questo però accade solo in determinate situazioni...dai non siate curiosi poi vi spiego! Ma questa emotività si manifesta anche solo guardando un film, per esempio: ricordate “Braccialetti Rossi” una fiction che fecero l’anno scorso in TV, bhe! ho pianto mentre guardavo quella serie di episodi, determinate situazioni in cui si trovavano quei ragazzi mi colpirono talmente tanto dal punto di vista emotivo...oh! Non ci crederete... ma non riuscivo a trattenere le lacrime e, per orgoglio (eccone un altro) cercavo di mascherare davanti alla mia famiglia, con qualche finto colpo di tosse, che poi? Cosa dovevo mascherare? Non è mica cosi increscioso vedere un uomo che piange, infatti non sono poi così convinto, che sia il mio peggiore difetto! Potrebbe essere un’altro che ne è sfociato in queste due righe, lo vedo un po’ più terribile e che mi vede più avverso a comunicare.
Ma per rispetto a questo bel progetto che mi accingo a frequentare, sviscero il mio più brutto difetto, non voglio palesarlo all’istante, per cui, cerco di definirlo continuando a scrivere, del resto Pier ha detto due pagine.
Molte volte accettare le critiche altrui mi viene difficile, vorrei! ma un po m’infastidisce, cerco di accoglierle, in me però...:” ma guarda sto stronzo” magari è un tuo parente, il tuo miglior amico e quello che più mi aggroviglia è che è anche sincera...se poi è un perfetto estraneo, guai!
Ci sono circostanze in cui vorrei convincermi che non fosse così, che non sono risentito, che non me la prendo...invece! Grgrgrgrg... mi ribolle dentro, soprattutto quando succede alla presenza di qualcuno a cui non vorresti mai far conoscere le tue lacune, le cazzate che combini (anche se errare è
umano) ma comunque non vuoi che si sappia, si! non mi offendo facilmente, riesco a gestire, mascherare...ma purtroppo, colui che esprime con una battuta, una mia lacuna e lo fa ironicamente, alcune volte mi infastidisce, vorrei strozzarlo, dargli il silenzio e mi rendo conto che la mia autostima mi ha mandato affanculo! Mi chiedo! Perché sono permaloso? Brutto difetto!
Accidenti! Potrebbe consolarmi il fatto che non sono solo, ma non sto cercando solidarietà, vorrei trovare veramente un po’ di...si AUTOSTIMA!
Ecco l’ho detto! Sono permaloso, è un grosso e brutto difetto! Se sono qui è anche per trovare un rimedio, sviscerandolo davanti a voi, magari trovo il giusto rimedio per sconfiggere questo angosciante difetto, imparare ad ascoltare e ad ascoltarmi.
Essere permaloso, mi ha portato a vivere momenti della mia vita bui, colmi di angosce e tristezze, vivere con scarsa stima di me stesso, non riuscire a mettermi in gioco per la paura di sopportare il peso delle critiche, cercavo sempre di nascondere le offese scaturite dalle battute di chi, inconsapevolmente mi feriva, lacerava il mio ego. Ne scaturisce che, tutt'ora mi porto lo strascico di quei momenti, vivere il sociale mi sta insegnando a sconfiggere questo difetto, e penso che questo percorso con voi, col maestro Pier e con tutti coloro che pian piano, stanno entrando a far parte nella mia vita, influiscano positivamente per sconfiggere quel lato permaloso.
Ho vissuto una settimana a pensare quale fosse il mio difetto peggiore, chissà se è questo descritto, penso che magari qualcun'altro potrebbe interpretarlo meglio di me, chissà!? Ma sono convinto che non è così, meglio di me... chi può conoscermi? Ho vissuto quasi 50 anni cercando di scoprire quale fosse il mio mio migliore pregio, invece? Eccomi qua davanti a un gruppo di persone, conosciute e sconosciute a manifestare il mio peggior difetto...certo che è strana la vita!